La Prima Vera Primavera.
Scopri la Primavera de Le Nasute una stagione fatta di profumi, colori e un pizzico di magia.

L'estro e la creatività di Rita Cardelli hanno dato vita infatti a una collezione capace di portare il buon umore a casa o in ufficio: piantine da tavolo, fagioli magici, matite piantabili sono solo alcuni dei prodotti per una linea che vuole essere un omaggio alla Natura.

Qui impareremo a conoscere un po' di più su fiori e piante attraverso le illustrazioni dell'artista e una descrizione.

PREZZEMOLO

Conosciuto in botanica come “Petroselinum Hortense”, il prezzemolo, deve la sua origine etimologica al nome greco: “petroselion sativum” (da petra – ”pietra”- e selinon – “sedano”) ovvero sedano che cresce sulle pietre – poiché pare che la pianta crescesse spontanea tra le rupi della Macedonia – e sativum “adatto ad essere coltivato”. Il prezzemolo è noto fin dall’antichità non tanto per la sua importanza gastronomica, quanto per la sua valenza mistica e per le sue proprietà medicinali. Omero racconta che gli Achei lo davano ai cavalli, mentre la mitologia greca lo associa all’eroe Archemoro, araldo della morte, per cui spesso vi si adornavano le tombe dei defunti. I Romani furono i primi ad utilizzarlo in cucina, ma principalmente per togliere i cattivi odori e come antidoto contro le intossicazioni. E’ una pianta perenne se spontanea, ma solo biennale se coltivata. La raccolta avviene durante la stagione calda. Il suo principio attivo, comune anche a tutte le altre piante erbacee, è rappresentato dagli oli essenziali, che gli conferiscono il particolare profumo. Si presta alla coltivazione in vaso, sarà sufficiente interrare i semi in un contenitore di terracotta in file parallele ad uno o due centimetri di profondità. Il vassoio, da conservare in luogo ombreggiato, ad una temperatura fra i 20-26 gradi, va ricoperto con un telo di plastica trasparente per mantenere il calore costante. Non appena i semi germogliano, si sposta il vaso in un luogo più soleggiato (ma mai al sole diretto) e si toglie il telo di plastica. Si devono poi selezionare le piantine più robuste, che una volta diventate sufficientemente grandi, vanno messe a dimora.

Girasole

Il Girasole il cui nome scientifico è Helianthus Annuus trae il suo nome da due parole greche: la prima è Helios che significa Sole, l’altra è anthos il cui significato è fiore.La caratteristica di questa pianta è quella di girare sempre il capolino (così viene denominata l’infiorescenza) verso il sole. Altra sua peculiarità è quella di essere un fiore “multiplo", quello che vediamo di un color giallo acceso, infatti, non è il fiore bensì un insieme di fiori disposti secondo un preciso schema a spirale (34 in un senso e 55 nell’altro) che prende il nome di infiorescenza. Il Girasole, proprio in virtù delle caratteristiche sopra descritte, simboleggia l’allegria, la solarità e la vivacità. Regalare quindi un fiore di Girasole equivale a rimarcare il carattere gioioso e allegro, con cui, la persona che lo riceve, affronta la vita.

origano

L'origano è una pianta aromatica di origine asiatica che ha trovato una larga diffusione nelle cucine dei Paesi mediterranei. Nell’antica Grecia l'origano, il cui nome significa "gioia della montagna", era considerato simbolo di prosperità e veniva utilizzato per ornare gli sposi con ghirlande propiziatorie.Nel Medioevo veniva chiamato "theriak", termine che indicava il suo potere curativo: in particolare era utilizzato come antidoto contro il morso della vipera e di altri animali velenosi. Ancora oggi è un buon repellente per le formiche: basta cospargerlo nei luoghi frequentati e sostituirlo spesso per tenerle lontane.

BASILICO

Nativo dell’Asia tropicale e dell'India, il basilico si e diffuso dal Medio Oriente in Antica Grecia e in Italia dai tempi di Alessandro Magno, intorno al 350 a.C., e solo dal XVI secolo ha iniziato a essere coltivato anche in Inghilterra e nelle Americhe. Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon ("pianta regale, maestosa") e da basileus "re". Ai tempi degli antichi Greci e Romani, il basilico era considerato un simbolo diabolico, di sfortuna e di odio. Plinio il Vecchio attribuiva alla pianta addirittura capacità di generare stati di torpore e pazzia. Più avanti, nel medioevo, la pianta venne utilizzata per guarire le ferite, ma non perse del tutto la sua aurea magica: nelle miniature di alcuni manoscritti del tempo lo si trova infatti rappresentato come simbolo dell'odio e di Satana.Il basilico, da coltivare nell’orto o in un comune vaso sul balcone, cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C, come nel clima mediterraneo. Va innaffiato con frequenza e regolarità, ma dovrete prestare attenzione a mantenere il suolo ben drenato, in quanto i ristagni d'acqua sono dannosi per le sue radici. Il periodo migliore per seminarlo è la primavera, verso marzo-aprile, e la fioritura avviene tra giugno e settembre. Le piante di basilico devono inoltre essere regolarmente cimate, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi.Normalmente coltivato come pianta aromatica, il basilico deve essere usato fresco e aggiunto alle pietanze all'ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore. Non va essiccato, mentre congelato lo conserva inalterato anche per diversi mesi.

non ti scordar di me

Non ti scordar di me è l’evocativo nome del Myosotis, fiore selvatico dai caratteristici petali azzurri che sboccia a primavera, sull’erba dell’amore, pianta che nasce in luoghi umidi. Nell’antichità il Non ti scordar di me era impiegato come talismano protettivo dalle streghe e si riteneva che il suo decotto fosse utile per guarire le ferite dovute alle spade e ai morsi di serpente. Simbolo del ricordo e della speranza e del sentimento, fin dall’epoca vittoriana veniva utilizzato per decorare gli abiti delle donne innamorate. É una pianta erbacea che fiorisce precocemente, nota soprattutto per il colore delle corolle, di un bell’azzurro intenso. Il termine myosotis deriva dal greco mus e otos, che significano topo e orecchio, per la caratteristica forma delle sue foglie, che ricorda proprio questo dettaglio del roditore. Visto il suo significato sentimentale, viene spesso regalato alle persone care, ai famigliari o agli amici persi. In Canada si è soliti utilizzarlo il primo Luglio di ogni anno in onore dei caduti per la patria durante la Prima Guerra Mondiale. Dal 1983 è divenuto anche simbolo della Giornata internazionale dei bambini scomparsi.Il Non ti scordar di me è facile da coltivare nelle aiuole, nei giardini rocciosi o persino in vaso e può essere utilizzato anche per la composizione di bouquet floreali dal tocco delicato. Si consiglia di piantarlo, per favorire una fioritura precoce, tra l’estate e l’autunno. Le piante possono essere messe a dimora verso ottobre distanziandole di una ventina di centimetri l’una dall’altra. Il terreno dev’essere ricco e in grado di trattenere sufficiente umidità, per questo vengono privilegiati terreni argillosi e con parecchia materia organica. Il fiore ama sia il sole che la mezz’ombra.

SOFFIONE

Il soffione, noto come tarassaco o dente di leone, è un fiore perenne che cresce spontaneamente in qualsiasi luogo. Non tutti sanno, però, che ha diverse proprietà medicinali (tra cui quella diuretica, che gli vale il nomignolo di piscialetto) e un profondo significato evocativo. In passato è stato associato a numerose leggende: si narra che l'eroe greco Teseo mangiò per trenta giorni di fila solo denti di leone allo scopo di diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il terribile Minotauro. Al soffione sono stati attribuiti anche straordinari poteri magici, tra cui quello di creare un collegamento con l'aldilà e quello di aumentare la capacità psichica delle persone. Simbolo di prosperità e spensieratezza, il soffione rappresenta perfettamente le fasi della vita: i semi, inizialmente legati alla loro appendice piano piano se ne separano per lasciarsi trasportare dal vento, pronti a intraprendere un nuovo avventuroso viaggio.

MENTA PIPERITA

La Menta Piperita (mentha x piperita) è una pianta erbacea perenne, stolonifera, fortemente aromatica, appartiene alla famiglia delle labiate (laminaceae). Le foglie sono opposte e ricoperte di una leggera peluria di colore verde brillante che nella maggiore parte della specie contiene delle ghiandole ricche di oli essenziali che conferiscono il caratteristico aroma. La fioritura avviene in piena estate e prosegue fino all'autunno. La Menta è originaria dell'Europa ma la sua coltivazione è diffusa in tutto il mondo dal giappone al sud america. La sua origine è antichissima, sembra infatti che gli egizi la coltivassero già nel 1.000 a.C.Uno dei miti, risalente all'antica grecia, la vede nascere dalla ninfa MENTHA che si ear innamorata del Dio PLUTONE il quale, tuttavia era sposato con PERSEFONE che, gelosa di lei, la trasformò per vendetta in un erba insignificante. Il Dio GIOVE ,però, mosso da compassione le conferì un aroma inconfondibile e piacevole. Da allora la Menta divenne un'erba molto conosciuta ed apprezzata. Visto che la Menta cresce in modo spontaneo, facilmente si adatta a tutti i tipi di terreno, anche se predilige quelli a medio impasto, sciolto e asciutto, può essere coltivata sia nell'orto che in casa. Il terreno va concimato con potassio abbondante, fosforo e azoto, si devono evitare i terreni argillosi o pesanti che impediscono il corretto drenaggio dell'acqua. E' una pianta che si adatta a tutti i climi, sia ombrosi che soleggiati, purchè non siano troppo umidi; in inverno inoltrato è consigliabile proteggere la pianta con un telo di plastica per evitare che le foglie si bagnino e si danneggiano. Il periodo ideale se si vuole raccogliere un frutto ricco di oli essenziali e mentolo è la piena estate. In appena 50 grammi di Menta, infatti, ci sono ben 300 mg. di potassio, 120 mg. di calcio, 40 mg. di magnesio e di seguito fosforo e ferro. Una grande quantità di minerali utilissimi per il buon funzionamento del nostro corpo, dal sistema nervoso a quello neuromuscolare, dalla formazione e salute di ossa e denti all’aiuto nel recupero dopo lo sforzo fisico.

QUADRIFOGLIO

Il quadrifoglio è un'anomalia, relativamente rara, del trifoglio bianco. Essa si manifesta con la presenza di quattro foglioline invece che di tre. La foglia supplementare è, generalmente, più piccola rispetto alle altre tre.Indiscusso ed inconfondibile simbolo irlandese, e probabilmente il più amato, il trifoglio identifica un intero popolo, ed è associato in tutto il mondo alla verde isola, la piccola pianta a tre foglie deve la sua origine a San Patrizio, che pare la adoperò, verso il V secolo circa, per diffondere tra gli irlandesi il concetto cristiano della Trinità. Nella letteratura il quadrifoglio è considerato un portafortuna per la sua rarità, nel mondo anglosassone il quadrifoglio è un amuleto capace di allontanare gli spiriti e le influenze maligne. I suoi piccoli bulbi, di solito di color marrone, crescono e si moltiplicano fino a raggiungere, dopo diversi anni, 4 cm di diametro. Le piante hanno la tendenza a diventare invasive, ma se coltivate correttamente possono dare grandi soddisfazioni. Mi raccomando però di acquistare i bulbi nel periodo giusto: quelli con germinazione primaverile li potrete trovare a febbraio, mentre quelli con germinazione autunnale sono disponibili a settembre. I bulbi rimangono vitali per diversi mesi, ma più sono freschi e più sarà facile ottenere dei buoni risultati, è una pianta da esterno, che predilige zone parzialmente assolate.

PREZZEMOLO

Conosciuto in botanica come “Petroselinum Hortense”, il prezzemolo, deve la sua origine etimologica al nome greco: “petroselion sativum” (da petra – ”pietra”- e selinon – “sedano”) ovvero sedano che cresce sulle pietre – poiché pare che la pianta crescesse spontanea tra le rupi della Macedonia – e sativum “adatto ad essere coltivato”. Il prezzemolo è noto fin dall’antichità non tanto per la sua importanza gastronomica, quanto per la sua valenza mistica e per le sue proprietà medicinali. Omero racconta che gli Achei lo davano ai cavalli, mentre la mitologia greca lo associa all’eroe Archemoro, araldo della morte, per cui spesso vi si adornavano le tombe dei defunti. I Romani furono i primi ad utilizzarlo in cucina, ma principalmente per togliere i cattivi odori e come antidoto contro le intossicazioni. E’ una pianta perenne se spontanea, ma solo biennale se coltivata. La raccolta avviene durante la stagione calda. Il suo principio attivo, comune anche a tutte le altre piante erbacee, è rappresentato dagli oli essenziali, che gli conferiscono il particolare profumo. Si presta alla coltivazione in vaso, sarà sufficiente interrare i semi in un contenitore di terracotta in file parallele ad uno o due centimetri di profondità. Il vassoio, da conservare in luogo ombreggiato, ad una temperatura fra i 20-26 gradi, va ricoperto con un telo di plastica trasparente per mantenere il calore costante. Non appena i semi germogliano, si sposta il vaso in un luogo più soleggiato (ma mai al sole diretto) e si toglie il telo di plastica. Si devono poi selezionare le piantine più robuste, che una volta diventate sufficientemente grandi, vanno messe a dimora.

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